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Subsidenza

L'abbassamento lento della superficie del suolo, misurato in millimetri all'anno, dovuto al terreno che si compatta o ai prelievi di acqua, gas e petrolio dal sottosuolo.

ISPRA la definisce come ogni abbassamento verticale della superficie del suolo, qualunque ne sia la causa. Tra le cause naturali ci sono i movimenti della crosta terrestre e la compattazione dei sedimenti sotto il loro stesso peso. Tra quelle legate all'uomo, il prelievo eccessivo di acqua dalle falde, l'estrazione di gas e petrolio e le bonifiche idrauliche. In Italia il fenomeno riguarda soprattutto la pianura Padano-Veneta e molte pianure costiere; Venezia e Ravenna sono i casi più noti.

Per un edificio conta molto la regolarità del movimento. Un abbassamento di pochi millimetri all'anno è frequente in pianura e spesso non dà problemi. Se invece il suolo scende a velocità diverse a poca distanza, le strutture vengono sollecitate di più e possono comparire crepe.

La subsidenza si misura anche dal satellite. Il report usa il servizio europeo EGMS del programma Copernicus: prende i punti di misura attorno al lotto e dice se il suolo è stabile (entro 2 millimetri all'anno), si abbassa lentamente (tra 2 e 5) o in modo marcato (5 o più), con l'andamento dal 2020 al 2024. Descrive la zona e non il singolo edificio: le crepe vanno fatte vedere a un tecnico. Metodo in Movimenti del suolo.

Fonte ufficiale: www.isprambiente.gov.it

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