Microzonazione sismica
Lo studio del Comune che divide il territorio in piccole zone secondo come risponde il terreno a un terremoto: dove le scosse si amplificano e dove il suolo può franare, liquefarsi o spostarsi lungo una faglia.
La zona sismica vale per tutto il comune e la PGA è calcolata su roccia. Sopra la roccia però c'è quasi sempre altro: sabbie, argille, riempimenti, pendii. La microzonazione sismica misura proprio questo, e può dare risposte diverse per due case a poche centinaia di metri l'una dall'altra.
Secondo gli indirizzi nazionali approvati dalla Protezione Civile e dalle Regioni nel 2008, lo studio divide il territorio in tre tipi di zone: stabili, stabili ma soggette ad amplificare le scosse, instabili (frane, rotture del suolo lungo una faglia, liquefazione del terreno). Si fa per livelli. Il livello 1 raccoglie i dati esistenti e disegna zone omogenee per tipo di terreno, senza numeri. I livelli 2 e 3 aggiungono indagini e danno il fattore di amplificazione: quante volte il terreno di quel punto moltiplica lo scuotimento rispetto alla roccia. A Rimini, per esempio, gli studi danno valori fra 1,25 e 1,55.
Gli studi sono raccolti dal Dipartimento della Protezione Civile e pubblicati dal CNR sul portale WebMS. Molti comuni non ne hanno ancora uno. Nel report il blocco "Come trema il terreno sotto casa" riporta fattore, livello dello studio e instabilità segnalate sul lotto e vicino; dove lo studio manca lo dice, perché non sapere non vuol dire che il terreno sia buono. Metodo in Terremoti; cosa controllare sull'edificio in Zona sismica della casa.
Fonte ufficiale: rischi.protezionecivile.gov.it
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