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Piani dei Comuni

Cosa prevede il piano del Comune per il lotto: i mosaici dei piani comunali di Lombardia, Veneto, provincia di Bolzano e città metropolitana di Torino.

Se stai valutando un acquisto, la pagina pratica è questa: cosa si può costruire su un lotto. Qui trovi da dove vengono i dati e come li usiamo.

Cosa usiamo

I mosaici dei piani comunali che Regioni e Province pubblicano in formato aperto: raccolgono le zone del piano di ogni Comune, man mano che i Comuni approvano piani e varianti. Il report li legge in diretta dal servizio di chi li pubblica, quindi è aggiornato quanto lo è la fonte.

Territorio Piano Comuni Licenza
Lombardia piano di governo del territorio (PGT), tavola delle previsioni tutti CC BY 4.0
Veneto zone del piano degli interventi (PI) o, dove manca, del piano di assetto del territorio (PAT) 536 su 560 IODL 2.0
Provincia di Bolzano zone e vincoli dei piani urbanistici comunali tutti i 116 CC0
Città metropolitana di Torino mosaico dei piani regolatori comunali (PRGC) tutti i 312 CC BY 4.0

Nelle altre regioni il blocco non c'è: abbiamo controllato regione per regione e non pubblicano un mosaico aperto e aggiornato dei piani dei loro Comuni (la Provincia di Trento ne ha uno, ma non è raggiungibile da fuori).

Come lo usiamo

Il report guarda la particella (o il punto dell'indirizzo, se la particella manca) e dice, con la quota del lotto:

  • che area è per il piano: città già costruita e la sua destinazione (residenziale, produttiva, terziaria...), zona A, B, C, D, E o F, area di trasformazione, area di rigenerazione, area per servizi pubblici, area agricola, verde privato;
  • la zona come la scrive il piano del Comune (a Torino sigla e nome, per ritrovarla nelle norme);
  • se è nel centro storico, in un'area di valore paesaggistico o sotto un vincolo del piano (a Bolzano per esempio il vincolo monumentale o la tutela degli insiemi);
  • in Lombardia anche la sensibilità del paesaggio, da 1 a 5, la fattibilità geologica dello studio del Comune, da 1 a 4, e le fasce di rispetto di strade, ferrovie, cimiteri, depuratori, pozzi, servitù militari e aeroporti;
  • la data del piano (o della delibera, o dell'invio dei dati alla Regione) e i collegamenti alle schede o alle norme del Comune.

Il giudizio è informativo, e diventa "da considerare" solo per quello che cambia cosa si può fare sul lotto: un'area per servizi pubblici in progetto (di solito vuol dire che il Comune può espropriarla) o per servizi pubblici di cui il mosaico non dice se esistono già, la fattibilità geologica di classe 4, le fasce di cimiteri, depuratori, pozzi e servitù militari. In quei casi la guida all'acquisto aggiunge le domande da fare al Comune o al tecnico.

Limiti

  • È una sintesi: le regole precise (altezze, volumi, distanze, usi ammessi) stanno nelle norme del piano del Comune, che i mosaici non contengono.
  • Il documento che fa fede è il certificato di destinazione urbanistica, obbligatorio per vendere un terreno e da chiedere al Comune anche per una casa se si vuole ampliare o cambiare uso.
  • Il bordo di un'area del piano e quello della particella catastale non combaciano mai del tutto: sotto il 2% del lotto un'area non viene contata.
  • Molti piani non danno una zona a strade e piazze: un indirizzo che cade sulla strada può non avere una zona, e il blocco lo dice.
  • Se il servizio della fonte non risponde mentre si prepara il report, il blocco lo dice e si completa aggiornando il report.

Pagine ufficiali: Geoportale della Regione Lombardia, WEBGIS della pianificazione del Veneto, dati aperti dell'Alto Adige, Mosaico dei PRGC della Città metropolitana di Torino. Vedi anche Vincoli, incendi e rumore.

Controlla un indirizzo

Scrivi l'indirizzo: il report riassume rischi, prezzi della zona, abitanti, servizi e trasporti, con la fonte di ogni dato.

Per esempio: Via Dante 7, Milano.