Vai al contenuto

Siti contaminati

Le anagrafi regionali dei siti dove un'indagine ha trovato inquinamento oltre le soglie di legge, o lo sta cercando. Per ora Lombardia e Piemonte.

Cosa usiamo

L'anagrafe regionale dei siti contaminati: l'elenco delle aree dove un'indagine ha trovato inquinamento oltre le soglie di legge e dove il procedimento di bonifica è aperto o è stato chiuso con la certificazione dell'ente.

Per ora abbiamo importato due regioni:

  • la Lombardia, che pubblica 1.077 siti contaminati e 3.067 già bonificati in pubblico dominio, con il comune e la via;
  • il Piemonte, che pubblica 1.500 siti con licenza CC BY 4.0, con il punto dove si trova ciascuno e le sostanze trovate.

Le altre regioni arriveranno una alla volta: l'elenco lo tiene ogni Regione, con un formato e una licenza sue. Tutte e due si aggiornano da sole: il Piemonte rifà il file ogni mese e il report lo riprende entro una settimana, la Lombardia pubblica un'edizione all'anno.

Come lo usiamo

Il report dice quanti siti risultano nel comune dell'immobile e quanti sono stati bonificati. Poi dipende da cosa pubblica la Regione:

  • in Lombardia elenca i siti aperti con il nome, il tipo (aree industriali dismesse, discariche abusive, distributori di carburante, e così via) e la via;
  • in Piemonte elenca i siti aperti entro un chilometro dall'indirizzo, dal più vicino, con la distanza, la causa e le sostanze trovate. Tiene separati quelli con la bonifica in corso da quelli ancora in verifica, dove l'inquinamento lo si sta ancora cercando: sono quasi la metà.

I siti bonificati si contano ma non si elencano: sono storie chiuse, e metterli in fila con gli altri farebbe sembrare il comune pieno di problemi aperti.

Quanto distano da casa

In Piemonte la distanza è quella dal punto con cui la Regione indica il sito: è un dato dell'ente, non una stima nostra. Per un'area grande il confine può essere più vicino del punto, e il report lo scrive.

In Lombardia l'anagrafe dà il comune e un indirizzo scritto a mano da uffici diversi in vent'anni ("via Pertini", "vie Zama/Salomone"), e per questo il conto resta per comune. Trasformare quell'indirizzo in un punto si può fare, ma va misurato prima: dove c'è il numero civico si arriva al metro, dove c'è solo il nome della via si arriva a centinaia di metri, e un sito contaminato messo nel posto sbagliato dentro un report è molto peggio di un sito contaminato non mostrato. Intanto la via c'è, scritta come la scrive l'anagrafe: chi conosce la zona la riconosce.

Dove non c'è copertura

Fuori dalle regioni importate il report scrive che non abbiamo guardato, che è una cosa diversa da "non ci sono siti". Non esiste un elenco nazionale aperto: ISPRA raccoglie i dati di tutte le regioni nel progetto MOSAICO, ma quello che pubblica è un visualizzatore, non un servizio da cui scaricare.

Limiti

  • L'anagrafe elenca i siti riconosciuti, cioè quelli su cui c'è stata un'indagine e un procedimento. Un'area mai indagata non ci sta, e questo vale in ogni regione.
  • Il conto per comune dice com'è il comune, non la via: a Milano i siti sono centinaia e riguardano pochi indirizzi.
  • Per sapere se un'area riguarda davvero l'immobile che stai comprando, la domanda va fatta al Comune o all'ARPA della regione, che hanno il fascicolo.

Pagine ufficiali: dati aperti di Regione Lombardia e anagrafe dei siti contaminati sul Geoportale del Piemonte.

Controlla un indirizzo

Scrivi l'indirizzo: il report riassume rischi, prezzi della zona, abitanti, servizi e trasporti, con la fonte di ogni dato.

Per esempio: Via Dante 7, Milano.