Vai al contenuto

Cosa controllare prima di comprare casa

Una lista in otto passi: la zona, l'edificio, i documenti e le verifiche da fare prima della proposta e del rogito.

Autore: Redazione. Aggiornata il .

Quando si visita una casa si guardano luce, metri quadri e stato delle stanze. Molte delle informazioni che pesano davvero sulla decisione però non si vedono durante la visita: se la zona si allaga, come è stato costruito l'edificio, se la planimetria corrisponde alla realtà, se ci sono lavori condominiali già decisi o ipoteche da cancellare.

Questa guida mette in ordine i controlli, dal più semplice al più tecnico. I primi tre si fanno da soli, con i dati pubblici, anche prima di chiamare l'agenzia. Gli altri richiedono documenti del venditore e l'aiuto di un tecnico e del notaio. Non sostituisce il loro lavoro: serve ad arrivare preparati.

1. La zona: alluvioni, frane e terremoti

È il controllo che si dimentica più spesso ed è uno dei pochi che non si può correggere con una ristrutturazione.

Alluvioni. Le Autorità di bacino delimitano le aree che si possono allagare in tre scenari di pericolosità idraulica: P3 per le alluvioni frequenti (in media una ogni 20-50 anni), P2 per quelle poco frequenti (una ogni 100-200 anni), P1 per quelle rare. ISPRA riunisce queste mappe su tutta Italia nella piattaforma IdroGEO. Se la casa è in area P2 o P3 non è per forza da scartare, ma cambiano le domande da fare: ci sono cantine, box o taverne interrate? A che altezza è il piano terra rispetto alla strada? L'edificio si è già allagato? Ci sono pompe o paratie?

Frane. Nei territori collinari e montani conta la pericolosità da frana del PAI, divisa in classi da P4 (molto elevata) a P1 (moderata), più le aree di attenzione. Utile anche l'inventario delle frane già avvenute, IFFI. Una frana censita vicino non significa che la casa sia in pericolo, ma è un buon motivo per chiedere a un geologo o all'ufficio tecnico del Comune.

Terremoti. Ogni comune è in una zona sismica da 1 a 4, ma la zona dice quanto è pericolosa l'area, non quanto è sicuro l'edificio. Per questo, nelle zone 1 e 2 soprattutto, contano l'anno di progetto e gli eventuali interventi strutturali (vedi il punto 4).

Le mappe nazionali sono una prima indicazione e non hanno valore legale: per una verifica ufficiale fanno fede i piani dell'Autorità di bacino e gli strumenti urbanistici del Comune. Il nostro report controlla questi tre temi sul punto esatto dell'indirizzo e li spiega in parole semplici, con la fonte di ogni dato.

Da sapere: per le abitazioni private l'assicurazione contro terremoti e alluvioni non è obbligatoria. Conoscere il rischio aiuta anche a valutare se e quale polizza fare.

2. Il quartiere: servizi, trasporti e abitanti

Tornare nella zona in orari diversi resta il modo migliore per capirla: la mattina di un giorno feriale, la sera, il fine settimana. Prima di farlo, qualche dato aiuta a sapere cosa guardare.

  • Servizi. Quanto distano scuole, farmacia, supermercato, medico e parchi? Una distanza di 500 metri si percorre a piedi in 6-7 minuti, un chilometro in circa 12-15.
  • Trasporti. Dove sono le fermate più vicine, quali linee passano e con che frequenza, specie la sera e nei festivi. Per chi lavora in città fa differenza avere una metropolitana o un treno regionale entro pochi minuti.
  • Abitanti. L'Istat pubblica i dati per sezione di censimento, che in città corrisponde spesso a un isolato: età media, famiglie, case vuote e come è cambiata la popolazione dal 2011. Una zona con molte case non occupate o in forte calo di residenti può avere prezzi più bassi, ma anche meno servizi nel tempo.
  • Rumore e traffico. Strade a scorrimento veloce, ferrovie, locali notturni e aeroporti vicini si notano meglio con una visita all'ora di punta e con le finestre aperte.

Chiedi anche al Comune o guarda sul suo sito se sono previste opere importanti nella zona: una nuova strada, un cantiere lungo, un centro commerciale.

3. I prezzi della zona

Prima di fare una proposta conviene sapere in che intervallo si muovono i prezzi. L'Agenzia delle Entrate, con l'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), pubblica due volte l'anno il prezzo minimo e massimo al metro quadro per ogni zona del comune, per comprare e per affittare, distinto per tipo di immobile e stato di manutenzione.

Come usarli:

  1. Trova la zona della casa e il tipo di immobile (per esempio "abitazioni civili", stato "normale").
  2. Moltiplica i valori minimo e massimo per la superficie commerciale: ottieni un intervallo, non un prezzo.
  3. Confronta il prezzo richiesto con quell'intervallo e con le case simili in vendita nella stessa via.

Le quotazioni sono di larga massima, escono con qualche mese di ritardo e non conoscono piano, esposizione, finiture e stato reale. Se il prezzo richiesto è molto sopra l'intervallo, chiedi al venditore cosa lo giustifica; se è molto sotto, cerca il motivo prima di entusiasmarti. Per una stima vera serve un perito, che è anche quello che manderà la banca se chiedi un mutuo.

4. L'edificio e il condominio

Anno di costruzione e strutture. Chiedi l'anno del progetto, non solo quello di fine lavori. In Italia le norme tecniche antisismiche aggiornate (NTC 2008) sono obbligatorie per i progetti dal luglio 2009; gli edifici più vecchi possono essere comunque sicuri, ma conviene sapere se hanno avuto interventi di miglioramento. Crepe diagonali nei muri, porte che non chiudono e macchie di umidità sono segnali da far vedere a un tecnico.

Certificato energetico. L'attestato di prestazione energetica (APE) indica la classe energetica della casa e va allegato all'atto di vendita. Una classe bassa significa bollette più alte e, spesso, lavori da mettere in conto.

Impianti. Chiedi le dichiarazioni di conformità degli impianti elettrico, gas e riscaldamento, il libretto della caldaia e l'ultima manutenzione.

Condominio. Chiedi all'amministratore, tramite il venditore, il regolamento, i verbali delle ultime assemblee, il bilancio e la situazione delle spese. Due punti contano più degli altri: i lavori straordinari già deliberati, che possono costare migliaia di euro, e le spese non pagate dal venditore, perché chi compra risponde insieme a lui di quelle dell'anno in corso e dell'anno precedente. Le domande da fare sono raccolte in Cosa chiedere all'amministratore prima di comprare casa.

5. I documenti catastali

Il catasto descrive l'immobile ai fini fiscali. Ogni appartamento è identificato da comune, foglio, particella e subalterno.

Cosa chiedere e controllare:

  • Visura catastale. La visura riporta categoria, classe, consistenza, rendita e intestatari. Verifica che l'intestatario sia chi vende e che la categoria sia coerente con l'uso (per esempio un'abitazione in categoria A e non un magazzino in C/2).
  • Planimetria catastale. Confrontala stanza per stanza con la casa: pareti spostate, un bagno in più, una veranda chiusa o una soffitta diventata camera devono risultare.
  • Conformità catastale. Dal 2010 l'atto di vendita deve contenere la dichiarazione che dati catastali e planimetria corrispondono allo stato di fatto. Se non corrispondono va presentato un aggiornamento prima del rogito.

6. La regolarità urbanistica

È diversa dalla conformità catastale e più importante: riguarda i permessi con cui la casa è stata costruita e modificata. Un immobile può essere perfettamente accatastato e avere comunque abusi edilizi.

Il tecnico di fiducia (geometra, architetto o ingegnere) chiede in Comune l'accesso agli atti e ricostruisce lo stato legittimo dell'immobile: il titolo edilizio originario (licenza, concessione o permesso di costruire) e quelli delle modifiche successive (DIA, SCIA, CILA). Poi lo confronta con lo stato reale. Controlla anche l'agibilità.

Le piccole differenze rientrano spesso nelle tolleranze previste dalla legge, ampliate nel 2024; altre si possono sanare, con costi e tempi da conoscere prima di firmare. Alcuni abusi non sono sanabili e possono rendere difficile ottenere un mutuo o rivendere. Questa verifica costa qualche centinaio di euro e conviene farla prima del compromesso, non dopo.

7. Ipoteche, pignoramenti e provenienza

Il notaio verifica al Servizio di pubblicità immobiliare dell'Agenzia delle Entrate (le ex conservatorie) se sull'immobile ci sono ipoteche, pignoramenti o altri vincoli trascritti. Un'ipoteca per il mutuo del venditore è normale e si cancella con il pagamento al rogito; un pignoramento o una causa in corso richiedono molta più attenzione.

Chiedi anche da dove arriva la proprietà: se la casa è stata ricevuta con una donazione recente, parlane con il notaio prima della proposta, perché può comportare rischi per chi compra e rendere più difficile il mutuo. Verifica infine eventuali servitù, per esempio di passaggio, e i diritti di terzi.

8. Proposta e compromesso

La proposta di acquisto, una volta accettata, vincola entrambe le parti. Prima di firmarla:

  • inserisci le condizioni sospensive che ti servono, per esempio la concessione del mutuo o l'esito positivo delle verifiche urbanistiche;
  • chiarisci l'importo e la natura della caparra e cosa succede se una delle parti si ritira;
  • elenca cosa resta nella casa (cucina, arredi, climatizzatori) e lo stato in cui verrà consegnata.

Il contratto preliminare (compromesso) si può trascrivere nei registri immobiliari: così è protetto da ipoteche, pignoramenti o vendite a terzi successivi alla trascrizione. Ha un costo, ma conviene quando tra compromesso e rogito passano mesi o quando versi un anticipo importante.

La lista in breve

Cosa Dove si trova Chi ti aiuta
Alluvioni, frane, terremoti mappe ISPRA, Autorità di bacino, Protezione Civile tecnico, ufficio tecnico del Comune
Servizi, trasporti, abitanti visite nella zona, dati Istat e dei gestori da solo
Prezzi della zona quotazioni OMI dell'Agenzia delle Entrate perito, agenzia
Edificio, impianti, APE documenti del venditore tecnico
Condominio verbali, bilancio, regolamento amministratore
Visura e planimetria Agenzia delle Entrate tecnico, notaio
Regolarità urbanistica archivio edilizio del Comune tecnico
Ipoteche e provenienza pubblicità immobiliare notaio

I primi tre punti li trovi riassunti nel nostro report partendo dall'indirizzo, con le fonti di ogni dato. Per gli altri servono i documenti del venditore e i professionisti: arrivarci con le domande giuste fa risparmiare tempo e, spesso, denaro.

Fonti

  • ISPRA, piattaforma IdroGEO: pericolosità da frana e idraulica, inventario IFFI.
  • Dipartimento della Protezione Civile, classificazione sismica.
  • Agenzia delle Entrate, quotazioni immobiliari OMI.
  • Istat, dati per sezioni di censimento.
  • Decreto legge 78/2010, articolo 19, comma 14 (conformità catastale negli atti); DPR 380/2001, articolo 9-bis (stato legittimo); codice civile, articolo 2645-bis (trascrizione del preliminare) e articolo 63 delle disposizioni di attuazione (spese condominiali).

Domande frequenti

Come faccio a sapere se una casa è in zona a rischio alluvione?

Controlla l'indirizzo sulle mappe di pericolosità idraulica: puoi usare la piattaforma IdroGEO di ISPRA oppure il report, che ti dice in parole semplici se il lotto è in un'area P3, P2 o P1 e ti mostra su una mappa le zone a rischio nei dintorni. Per una verifica con valore legale fanno fede il piano dell'Autorità di bacino e l'ufficio tecnico del Comune. Chiedi anche al venditore se l'edificio si è mai allagato.

Basta sapere che il comune è a rischio?

No. Frane e allagamenti cambiano da una strada all'altra: nello stesso comune ci sono zone sicure e zone a pericolo alto. Per questo va controllato il punto esatto dell'edificio. La zona sismica invece vale per tutto il comune, ma anche lì conta lo scuotimento atteso nel punto e soprattutto come è costruito l'edificio.

Dove trovo foglio e particella di una casa?

Nella visura catastale, nell'atto di acquisto, nella planimetria catastale e spesso nel contratto di affitto registrato. Se non hai questi documenti, scrivi l'indirizzo nella ricerca: il report indica foglio e particella del lotto su cui sorge l'edificio, dove le mappe catastali sono pubbliche.

Il report è una perizia o una visura?

No. È un riepilogo dei dati pubblici sull'edificio e sulla zona. Non stima il valore della casa, come fa un perito, e non riporta rendita e proprietari, come fa una visura catastale. Non verifica nemmeno la regolarità urbanistica: per quella servono il tecnico e il notaio.

Approfondimenti

Controlla un indirizzo

Scrivi l'indirizzo: il report riassume rischi, prezzi della zona, abitanti, servizi e trasporti, con la fonte di ogni dato.

Per esempio: Via Dante 7, Milano.